Il tuo web form funziona?

Quali sono i tassi di conversione dalle tue newsletter?

Tutto è sempre migliorabile, ed oggi parliamo di alcuni split test che puoi fare per quanto riguarda l’e-mail marketing, consigliati da aweber.

1) Crea un form dove chiedi prima l’email e dopo il nome, e metteli in rotazione con un in cui chiedi prima il nome e dopo l’email. Osserva l’effetto che ha sui tuoi visitatori e come variano le conversioni.

2) Invia ad una parte dei tuoi iscritti un email con l’oggetto personalizzato (ad esempio con il nome dell’utente), ed un altra con l’oggetto standard, uguale per tutti. Quale ottiene i migliori risultati?

3) Qual’è il migliore orario per inviare i messaggi? Prova a fare 3 differenti invii a questi orari: il primo dalle 8 alle 9, il secondo dalle 12 alle 13, ed il terzo dalle 16 alle 17.

4) Cambia call to action. Invece del solito pulsante “submit”, inserisci una frase personalizzata. Es. “Iscrivimi ora”.

5) Inserisci la garanzia sulla privacy dell’utente, e verifica se aumentano le conversioni.

6) Nelle prossime e-mail che invii alla tua lista, ricorda alle persone perchè le stanno ricevendo. Es. “Stai ricevendo questa e-mail perchè sei iscritto a …. “.

7) Se invii e-mail in HTML, testa diversi formati di call to action (bottoni o caratteri diversi).

Solo con questi pochi test, sarai già in grado di capire cosa funziona e non della tua newsletter, aumentandone gli iscritti e le risposte in termini di conversione.

:Alcuni Split Test Per L'E-mail Marketing Segnalo OK o NO?

Secondo Philip Kotler, questo vecchio adagio si rispecchia nelle imprese di successo.

Tutto sta nel focalizzarsi, trovare una nicchia di mercato e soddisfarla, questo si verifica anche nel web.

Le nicchie sono fonte di guadagno?

Si, per almeno due motivi:

1) I clienti sono felici che qualcuno soddisfi loro esigenze specifiche.

2) Il volume degli affari, anche se basso, ha alti profitti.

Inoltre, il rischio concorrenza è più basso, perchè c’è spazio per pochi, se non per uno soltanto.

L’errore tipico di chi ha successo in una nicchia, è quello di diventare generalista ed esporsi alla massa.

Come fa per evitare questo, e continuare a crescere ugualmente

Kotler suggerisce principalmente 3 soluzioni:

1) Vendere più prodotti e servizi alla stessa nicchia.

2) Cercare componenti adiacenti o latenti nella nicchia, quindi estendere il proprio target offrendo gli stessi servizi.

3) Cercare altre nicchie.

Tutti i punti sono replicabili nel web, ma spesso e volentieri non vengon otenuti in considerazione al lancio di un nuovo progetto.

Hai già la tua nicchia? :)

:Chi Troppo Vuole Nulla Stringe! Segnalo OK o NO?

I motori di ricerca si evolvono in continuazione, e questa non è una novità.

Da tempo si diceva che la link popularity, ovvero i link in ingresso che riceve un sito, non è data solamente dai link attivi veri e propri, ma possono essere tenuti in considerazione anche altri fattori.

La “conferma” arriva da una discussione aperta su seonida.com, dove Petro fa notare come lo strumento di Yahoo Site Explorer restituisce tra i backlink di un sito, anche pagine dove questi non sono presenti, ma bensì viene solamente citato il dominio nella forma “nomesito.com”.

Cosa significa questo?

Oltre ai link, saranno sempre più importanti le citazioni che riceve un nome a dominio oppure un brand.

Basta pensare ai vari comunicati stampa diffusi, oppure quando si riporta il nome di un sito in un forum, le occasioni per essere citati sono veramente molte.

Se non hai mai verificato la tua link popularity, puoi farlo in questo modo:

1) Vai su Yahoo.it

2) Inserisci il comando “link:http://www.tuosito.com”

3) Seleziona l’opzione “Mostra gli Inlink: Eccetto che da questo dominio”.

Quest’ultima opzione occorre per non visualizzare i link presenti nel tuo sito che puntano a pagine interne.

:Link Popularity: Non Solo Link.. Segnalo OK o NO?

Dopo aver scritto dei talkers, è giunto il momento di parlare del secondo dei cinque fattori, il topic.

Ovvero che cosa dicono le persone su di te? Sei in grado di gestire il messaggio?

Non deve per forza essere stravagante una cosa per far parlar di se.

Andy Sernovitz afferma che può bastare un offerta speciale, un nome curioso, un sapore unico, o altro.

Affinchè il messaggio si diffonda deve però avere una caratteristica di base:

Essere trasferibile da una persona all’ altra. Essere chiaro. In modo che ognuno sia in grado di ripeterlo con successo.

Nel libro viene fatto l’esempio di una banca americana, “Commerce Bank”. Offre buoni servizi, personale cordiale, ed è molto conveniente.

Ma non viene ricordata per niente di tutto questo.

La banca offre un servizio unico. Nell’ ingresso è presente una macchina chiamata “Penny Arcade” che conta e scambia i soldi, molto utile e comoda per i clienti.

Tutte le altre banche non offrono questo servizio.

Indovina di cosa parlano i clienti di questa banca?

:Viral Marketing: Quale Messaggio Diffondi? Segnalo OK o NO?

Fai attenzione alla sovra-ottimizzazione.

Soprattutto chi si avvicina per la prima volta al posizionamento nei motori di ricerca, inizia subito a pensare come rendere il sito ultra-ottimizzato per Google.

E questo è il primo errore, ovvero:

Pensare al motore di ricerca e non all’utente.

Ci sono alcuni fattori, fino ad oggi ritenuti importanti, che sono diventati (o si apprestano a diventare) addirittura penalizzanti se usati esclusivamente al fine di migliorare i propri posizionamenti.

Te ne cito 2:

1) Il nome a dominio
Com’è il nome di un dominio sovra-ottimizzato? Una cosa tipo “www.keywords1-keywords2.com”. Questo dominio non può essere che creato appositamente per scalare il ranking (a meno che sia un brand), e questo Google lo sa. Vale soprattutto per i dominio nuovi.

2) L’anchor text
Ovvero il testo scritto nei link che ricevi. Tutti sappiamo dell’effetto Google Bombing e di come Google lo ha combattuto. Utilizzare sempre la stessa parola chiave nell’anchor text, potrebbe non dare più i risultati di una volta. Meglio variarlo spesso e renderlo il più naturale possibile.

Qual’è la morale?

Tutto cio’ che è ottimizzazione troppo spinta, alla lunga può perdere di efficacia oppure essere penalizzante, soprattutto nei mercati competitivi.

:Quando La SEO è Troppa.. Segnalo OK o NO?

Da quando è online Marketips ne ho parlato solo con amici e colleghi, ma oggi vorrei coinvolgerti e farti una domanda su cosa ne pensi di questo blog.

Fino ad oggi sono stato breve e frequente. Cosa significa?

Ogni giorno puoi leggere un mio post, una sorta di “pillola giornaliera” di web marketing.

In molti lo apprezzano e li ringrazio pubblicamente per i complimenti che ho ricevuto.

Chiedendo in giro però, c’è chi preferisce articoli meno frequenti, ma più approfonditi, per sapere il più possibile sull’ argomento trattato.

A questo punto il sondaggio è aperto. A quale delle 2 categorie appartieni?

Lascia un commento o scrivimi una mail!

:Sondaggio: Meglio Breve o Approfondito? Segnalo OK o NO?

Ti è mai capitato di non sapere cosa scrivere nel blog?

Può succedere, e se si arriva a questo punto forse è meglio non scrivere niente. Quando si è forzati a farlo non è assicurata una buona uscita.

Ma quando non puoi farne a meno, ecco alcune idee originali per scrivere il prossimo post nel tuo blog:

1) Rispondi a una domanda dei lettori del tuo blog

2) Utilizza Skribit

3) Osserva le tue statistiche e scrivi un post in tema alle parole chiave con cui ti trovano

4) Fai un intervista ad un esperto del tuo settore

5) Scrivi una review di un prodotto o servizio, meglio se lo fai per primo!

6) Trova vecchi post relativi alla tua nicchia e scrivine una versione aggiornata

7) Sfoglia un dizionario dei sinonimi per carpire nuove idee

Hai altri consigli da aggiungere? :)

:Quando Non So Cosa Scrivere Faccio Questo.. Segnalo OK o NO?

E’ passato un po’ di tempo da quando ho scritto delle 5 T che generano il passa parola.

Il post si era concluso con la promessa di scrivere qualcosa in più su ogni singolo punto.

Quindi oggi parliamo del punto 1, i Talkers. Chi sono le persone che parlano di te?

Tutti quelli che parlano con entusiamo del tuo prodotto e lo diffondono ai loro conoscenti, spesso chiamati “evangelisti“.

Non sono personaggi importanti come celebrità o giornalisti che possono farti conoscere alla massa con un articolo, bensì i tuoi clienti soddisfatti, o fans accaniti.

Tutti conosciamo dei talkers:

L’amico che ci consiglia sui viaggi, il conoscente che sa tutto di automobili, lo zio che conosce ogni dottore della città, e così via…

Perchè tutti amano condividere le loro idee e dare consigli agli amici.

Il passa parola è spontaneo e difficilmente controllabile. Il messaggio che si genera può essere positivo o negativo, e questo dipende da te.

Facendo un esempio molto semplice, ammettiamo che offri servizi:

Se la qualità è scarsa, il passaparola sarà negativo.

Se la qualità è eccellente, il passaparola sarà positivo.

Perchè è importante sapere chi sono i tuoi talkers?

Una volta individuati, potrai cercare di stabilire cosa dare in pasto alle loro bocche. Ma di questo ne parleremo la prossima volta :)

:Viral Marketing: Chi Parla Di Te? Segnalo OK o NO?

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