Google Trends e la Popolarità dei Siti

Apprendo da motoricerca.net di una nuova funzionalità per Google Trends.

Da poco, è possibile monitorare il livello di popolarità di un sito web, e confrontarlo con altri.

Grazie a questo strumento, è possibile vedere il trend di visite di un sito, e capire in quali periodi dell’anno è più visitato o meno.

Sarà stato più popolare il sito ufficiale di Hilary Clinton oppure quello di Barack Obama?

Ecco il risultato con Google Trends.

I risultati forniti, sono frutto di stime e di diverse fonti come Google Analytics.

Sperando che questo strumento possa essere migliorato ed ampliato a molti altri siti, può essere utilizzato in ongi momento con l’altra funzione di Googl Trends (quella dedicata alle normali ricerche), per svolgere analisi su determinati settori.

p.s.
Per vari impegni di lavoro (tra cui l’avvio di un nuovo sito aziendale), verrà cambiata la frequenza di post su marketips.net. Da un post regolare al giorno, si passerà
a regole più fantasiose, potranno esserci 2 post al giorno come 1 ogni 2 giorni :)
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Maggiore Fiducia = Più Clienti?

Ti rivolgeresti mai ad un personal coac, evidentemente con qualche problema di peso, per dimagrire? :)

In teoria può essere molto preparato, ma in pratica non dimostra buoni risultati.

Per molti quindi non potrebbe essere CREDIBILE.

Come si può aumentare la fiducia che i lettori hanno nei nostri confronti, per agevolare i loro acquisti?

Dobbiamo diventare un punto di riferimento.

Questo si può ottenere in vari modi. Uno efficace è quello di aiutare le persone a risolvere problemi, e di conseguenza guadagnarsi la nomina di “esperto del settore”.

Con quali mezzi?

Diffondere conoscenza oggi è molto semplice:

- puoi aprire un blog

- rispondere autorevolmente in forum del tuo settore

- contribuire su Yahoo Answers

- scrivere propri articoli su siti importanti del tuo ramo

Facendo molta attenzione ad essere imparziali.

Non dobbiamo “sponsorizzare” la nostra attività, ma solo diventare un punto di riferimento del settore diffondendo suggerimenti ed informazioni utili.

Ovvero fare in modo che il nostro nome sia collegato ad esso, ed un domani, quando qualcuno avrà bisogno dei determinati servizi, per prima cosa penserà a noi.

Posizionarsi su Google Local Search

Diventa sempre più importante aumentare la propria visibilità anche su Google Local Search, soprattutto per quelle attività che operano molto in ambito locale.

Nel turismo è molto utilizzato, ed in una classica ricerca sul web come “hotel roma“, possiamo vedere come le mappe occupino la parte più importante dei risultati.

Come ci si posiziona in questi risultati?

Il primo semplice passo è quello di iscrivere gratuitamente la propria attività nel Google Business Center.

Mentre altri approfondimenti puoi trovarli in queste valide risorse:

- Risultati Locali Su Google (giorgiotave.it)

- Su davidmihm.com puoi trovare una vera e propria classifica dei fattori che incidono (e non) sul posizionamento in Google Local.

Ci tengo a sottolineare che il ranking di ricerca web, e quello relativo alle mappe, non è gestito dallo stesso algoritmo di Google.

Non Si Legge. Si Scansiona.

Ormai varie ricerche ci dicono che una gran parte di visitatori non legge (in modo completo) una pagina web, ma piuttosto la scansiona suddividendola in aree.

In base a cosa viene scansionata?

La parte che viene vista con maggior interesse è quella alta/sinistra-centrale.

Da li’ in poi l’occhio segue un ordine sparso, in cerca delle informazioni di nostro interesse.

Secondo Steve Krug questo avviene principalmente per 3 motivi:

1) Siamo sempre di fretta, in cerca di risparmiare tempo.

2) Sappiamo già in partenza che tutti i testi che sono nella pagina non saranno di nostro interesse.

3) Perchè funziona. Abbiamo sempre “scansionato” quotidiani, riviste, libri, ecc. Perchè non farlo con il web?

Ti è mai capitato di trovarti in uno di questi punti?

A me succede spesso :)

Ecco perchè è fondamentale essere specifici e pratici se vogliamo tenere alta l’attenzione, soprattutto nel web.

Ricordati di eliminare le parole inutili!

Viral Marketing: Entrare Nella Conversazione

Proseguiamo con la quarta T del viral marketing. Quando bisogna entrare a far parte della conversazione di cui noi siamo il soggetto?

L’autore più o meno dice: “Quando apri le porte al passa parola, non c’è un modo per chiuderle“.

Ovvero quando incoraggi le persone a parlare di te o del tuo brand, dopo loro si aspettano che tu in qualche modo partecipi.

Se non prendi parte alla conversazione, questa presto morirà.

Ma cosa significa entrare nella conversazione?

Possiamo stabilire una serie di regole di di base da rispettare, poi ogni caso ha degli sviluppi a sè:

1) Rispondi sempre alle e-mail che ti arrivano in tempi ragionevoli

2) Lascia aperti i commenti al tuo blog e rispondi garbatamente

3) Partecipa a forum e community dove vieni chiamato in causa

Ma più in generale, sii utile, vero, grato e piacevole :)

Tecniche SEO Da Evitare

Nessuno vuole essere bannato da Google, vero? :)

Allora facciamo un riepilogo (ispirandomi ad un post su searchenginejournal) delle tecniche SEO da evitare, quelle che vanno contro le linee guida dei più famosi motori di ricerca.

1) Testo nascoto
E’ stato usato per diverso tempo da molti, ma già da un po’ viene scoperto in modo semplice. Che sia nascosto tramite CSS, o peggio ancora con un colore di font dello sfondo della pagina non importa, prima o poi si viene scoperti.

2) Contenuti duplicati
Non si viene bannati per una pagina duplicata, ma allo stesso tempo non otterremo nessun vantaggio, anzi. I motori di ricerca preferiscono sempre contenuti originali.

3) Keyword Stuffing
Ripetere svariate volte lo stesso termine, con la speranza di arrivare in prima pagina, non serve a niente se non per ricevere una penalizzazione. Non esiste un numero ottimale di ripetizioni, esiste la stesura naturale di un testo, quello rivolto agli utenti.

4) Link Farm
Google sa riconoscere benissimo quando si crea una link popularity artificiale, alimentata da siti creati ad hoc, solo per questo scopo.

5) Cloaking
E’ una pratica con cui vengono mostrati 2 contenuti differenti. Uno ottimizzato per i motori di ricerca, l’altro per gli utenti. Qualora si venga scoperti, è un ban assicurato.

6) Compravendita di link
E’ stato l’ultimo tormentone. Anche chi vende link finalizzati ad innalzare artificialmente il proprio ranking, viene penalizzato. Da evitare è il classico acquisto di un link nella tabella “partner” o peggio ancora nel footer di un sito, come avveniva nella maggior parte dei casi.

Queste sono tra le principali motivazioni per cui si può essere bannati/penalizzati.

Il tuo sito rispetta le linee guida? :)

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